💰 Genietta spiega: quanto ti costa tirarti indietro dopo aver firmato un preliminare?
- Marella Immobiliare

- 17 lug
- Tempo di lettura: 2 min
«Ci ho ripensato, non voglio più vendere casa». Una frase che, nel mercato immobiliare, può trasformarsi in un problema molto serio. Spesso si pensa che, una volta incassata una caparra, sia possibile cambiare idea senza particolari conseguenze. In realtà non è affatto così.
Nel nuovo appuntamento della rubrica “Genietta Spiega”, scopriamo che cos’è la caparra confirmatoria e quali sono le conseguenze economiche per chi decide di non rispettare gli impegni presi.
✍️ Che cos’è la caparra confirmatoria?
Esistono diversi tipi di caparra, ma quella più utilizzata nelle compravendite immobiliari è la caparra confirmatoria. Si tratta della somma che l’acquirente versa al momento della firma del contratto preliminare come garanzia dell’impegno assunto da entrambe le parti.
La sua funzione è molto semplice: tutelare sia il venditore sia l’acquirente nel caso in cui una delle due parti decida di tirarsi indietro.
🏠 Se è l’acquirente a cambiare idea
Immaginiamo che un acquirente abbia firmato il preliminare e versato una caparra confirmatoria di 50.000 euro. Se decide di non procedere più con l’acquisto, perderà integralmente la somma versata. Inoltre, dovrà sostenere tutte le altre spese già affrontate nel corso della trattativa.
Tra queste potrebbero esserci:
le provvigioni dell’agenzia immobiliare;
le imposte e i costi di registrazione del contratto preliminare;
eventuali consulenze tecniche o legali;
altre spese collegate all’operazione.
In altre parole, rinunciare all’acquisto può comportare una perdita economica molto significativa.
⚖️ Se invece è il venditore a tirarsi indietro
La situazione cambia radicalmente quando è il venditore a non voler più concludere la compravendita.
In questo caso, la legge prevede che il venditore restituisca all’acquirente il doppio della caparra ricevuta. Se aveva incassato 50.000 euro, dovrà quindi restituirne 100.000. Ma non finisce qui.
Oltre alla restituzione del doppio della caparra, il venditore potrebbe essere chiamato a risarcire tutti gli ulteriori danni subiti dall’acquirente, come:
le spese di agenzia già pagate;
i costi di registrazione del preliminare;
eventuali spese notarili;
perizie, consulenze e altri costi sostenuti in vista dell’acquisto.
Per questo motivo, le conseguenze economiche per il venditore possono essere molto più pesanti rispetto a quelle dell’acquirente.
📑 Perché il venditore rischia di più?
La ragione è semplice: la decisione iniziale di mettere l’immobile sul mercato parte proprio dal venditore. L’acquirente organizza la propria vita, richiede un mutuo, sostiene spese e pianifica il futuro sulla base dell’impegno assunto da chi vende.
Quando il venditore cambia idea all’ultimo momento, può causare un danno economico importante a chi aveva già programmato l’acquisto della casa.
💡 Il consiglio di Genietta
Firmare un contratto preliminare non è una formalità: significa assumere un impegno giuridico preciso. Prima di accettare una proposta d’acquisto o versare una caparra, è fondamentale valutare attentamente ogni aspetto dell’operazione.
La caparra confirmatoria serve proprio a garantire la serietà dell’accordo e a tutelare entrambe le parti. Per questo motivo, prima di firmare, è sempre opportuno affidarsi a professionisti esperti in grado di spiegare con chiarezza diritti, obblighi e conseguenze.
Con il Metodo Marella, ogni compravendita viene seguita con attenzione e trasparenza, affinché venditori e acquirenti possano affrontare ogni passaggio con la massima serenità.

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